Collegati con noi

Sport

Alla Juve esodo continua, torna a casa anche Rabiot

Avatar

Pubblicato

del

Sulla ripresa degli allenamenti e l’eventuale riavvio del campionato non vi e’ nessuna certezza, di ritorno al lavoro alla Continassa non se ne puo’, quindi, ancora parlare: per i giocatori stranieri della Juventus al contrario e’ ancora il tempo delle partenze. L’ultimo a far sapere di avere lasciato Torino è Adrien Rabiot, il centrocampista ex Psg che non era ancora riuscito a convincere del tutto dal giorno dal suo arrivo, anche se negli ultimi tempi aveva fatto progressi. Rabiot, che ha compiuto 25 anni venerdi’ scorso, ha mostrato sui social dove si trovava, sulle colline della Costa Azzurra, in pieno relax ai bordi di una piscina e intento a centrare la porta con il pallone in un piccolo campetto in erba. Immancabile l’invito a tutto il popolo dei suoi followers su Instagram a “stare a casa”, condito da un messaggio di fiducia: “Giorni migliori stanno arrivando”.

Stando alle segnalazioni, con la partenza di Rabiot e’ salito a 9 il numero dei giocatori della Juventus che sono tornati a casa nei rispettivi paesi, con l’attivita’ totalmente ferma. Il primo e’ stato Cristiano Ronaldo, gia’ all’indomani della vittoriosa partita con l’Inter, approdato nel suo rifugio di Madeira, poi hanno fatto le valigie Gonzalo Higuain, partito su un aereo privato non appena ha avuto l’esito negativo del tampone Coronavirus, Pjanic, Khedira, Alex Sandro, Danilo e Douglas Costa, infine Szczesny, rientrato pochi giorni fa in Polonia. In Italia restano Matuidi e Dybala, ancora in quarantena dopo essere risultati positivi al test del Covid-19. Mentre attendono di rivedere l’orizzonte del calcio giocato, anche i big ingannano il tempo come possono. Cristiano Ronaldo ha lanciato oggi, dai social, una sfida ai milioni di suoi followers, la ‘Living room Cup’ per il maggior numero di esercizio con i muscoli addominali: CR7 ha documentato con un video di averne fatti 142 in 45 secondi. Difficile batterlo.

Advertisement

In Evidenza

La Spagna infuriata con Gasperini l’untore, chiesto l’intervento dell’Uefa

Avatar

Pubblicato

del

La Spagna tuona contro Gian Piero Gasperini. I sintomi da Coronavirus avvertiti a ridosso della gara di Champions League giocata a porte chiuse lo scorso 10 marzo al Mestalla e rivelati solo domenica – a quasi tre mesi di distanza – scatenano le proteste delle autorita’ locali e dello stesso Valencia che ora invita la Uefa a prendere “provvedimenti drastici per un comportamento ritenuto “poco responsabile”. Il massimo organismo continentale, al momento, tergiversa: non conferma la richiesta degli spagnoli e l’apertura di un fascicolo disciplinare. L’Atalanta – che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul tema – si rifiuta di commentare semplici indiscrezioni di stampa in attesa di eventuali sviluppi. Al netto della superficialita’ dell’atteggiamento, considerare Gasperini alla stregua di un untore e’ ingeneroso: l’Atalanta a Valencia mantenne un profilo blindato – tanto che Gomez se la prese con i giornalisti che lo presero d’assalto all’uscita dell’aeroporto – e i 9 positivi tra gli spagnoli vennero scoperti appena 5 giorni dopo la gara di ritorno. Il caso si sposta in un lampo anche sul piano politico. In difesa del tecnico si schiera il deputato bergamasco della Lega, Daniele Belotti: “In Spagna hanno perso la ragione. Gasperini ha detto che si sentiva strano, ma non aveva la febbre, e gli sono saltati addosso. Ma se e’ irresponsabile Gasperini, come si possono definire il ministro spagnolo della Sanita’ e le scandalizzate autorita’ locali che, pur essendo imminente il rischio di epidemia, hanno consentito che centinaia di tifosi locali si radunassero all’esterno dello stadio con la partita a porte chiuse e hanno autorizzato le Fallas con decine di migliaia di persone accalcate?”. Necessario un passo indietro per ricapitolare una storia maledetta. La gara di andata del 19 febbraio – con i 45mila spettatori assiepati a San Siro, ignari del paziente uno di Codogno – e’ considerata una bomba biologica: ha probabilmente permesso al Covid-19 di diffondersi in maniera profonda nella provincia di Bergamo e contagiato diversi tifosi del Valencia. Quella di ritorno invece, vietata al pubblico, era stata teatro di una folle iniziativa dei tifosi spagnoli che si erano ritrovati a migliaia per le strade attorno allo stadio per accogliere il pullman della squadra e dare ai giocatori la spinta per una rimonta mai avvenuta. L’Atalanta per qualche ora si era goduta la gioia per uno storico risultato dedicato proprio alla citta’ di Bergamo prima di ripiombare nell’incubo di una zona martoriata e della lunga positivita’ di Sportiello. Ora gli strascichi polemici.

Continua a leggere

In Evidenza

Grave lutto per Rino Gattuso: è morta sua sorella Francesca a soli 37 anni

Marina Delfi

Pubblicato

del

Un gravissimo lutto ha colpito Rino Gattuso: la sorella Francesca,  37 anni soltanto, è volata in cielo. Francesca lascia un bimbo di appena 3 anni. A febbraio era stata colpita da un malore: la sorella dell’allenatore del Napoli soffriva di una grave forma di diabete. Gattuso quando sua sorella stette male andò subito al suo capezzale, saltando la conferenza stampa. Già allora si capì che si trattava di un problema molto serio. Sulle pagine dei social del Milan c’è un simbolo di lutto e il cordoglio della famiglia rossonera e su quelle del  Napoli con l’abbraccio a Gattuso da parte della società, ci sono le parole di cordoglio e di vicinanza del Presidente Aurelio De Laurentiis, di sua moglie Jacqueline , dei figli Edoardo, Luigi e Valentina ,di tutto lo staff e della squadra. La redaIone di Juorno.it si unisce al cordoglio di mister Gattuso.

Continua a leggere

In Evidenza

Torna il calcio, il Napoli parte con l’Inter in Coppa Italia: il San Paolo è pronto

Valeria Grasso

Pubblicato

del

Torna il calcio, il Napoli ai blocchi di partenza: la squadra di Gattuso è pronta. Si inizia con la semifinale di Coppa Italia da disputare tra 12 e 13 giugno poi si prosegue con il campionato il 23 giugno a Verona. Sistemato nel frattempo anche il manto erboso del San Paolo. L’ultima partita del Napoli al San Paolo risale al 29 febbraio scorso (Napoli – Torino 2-1). Dopo il susseguirsi dei tamponi previsti dal protocollo su 56 persone (7 tamponi per 26 calciatori e controlli serrati per tutti e 30 dipendenti della SSC Napoli) la ripresa degli allenamenti individuali (il 10 maggio) e poi di gruppo (dal 25 maggio) ormai ci siamo. Gli azzurri sono in una buona condizione (a parte l’infortunato Manolas) e scenderanno in campo per la semifinale di ritorno di Coppa Italia al San Paolo tra il 12 e il 13 giugno alle 21, nello stadio partenopeo a porte chiuse, con in tasca il vantaggio acquisito a San Siro il 12 febbraio scorso (1-0 con goal di Fabian Ruiz). Non è un mistero che il Napoli punti alla finale che si disputerà poi il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma.

 

Per la ripresa della serie A l’appuntamento è fissato il 23 giugno a Verona.  Per il Napoli (come per il Lecce, per una questione di temperatura) la Lega ha riservato la fascia serale, vale a dire incontri alle 19,30 o alle 21,45. Per quanto riguarda la Champions League l’ipotesi più probabile prevede il ritorno degli ottavi di finale tra il 7 e l’8 agosto.

Intanto ci si è preoccupati di rendere idoneo il manto erboso del San Paolo con un intervento di tosatura molto bassa, anticipando, date le circostanze, la manutenzione straordinaria che di regola doveva essere fatta a fine stagione. Niente paura dunque se il terreno di gioco appare oggi di colore giallo/marrone.

L’operazione di tosatura permette all’erba gramigna di crescere così da costituire il tappeto fondamentale del campo da calcio. L’intervento tempestivo così effettuato consentirà alla squadra di Gattuso di poter giocare nelle condizioni ideali.

 

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto