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Alla Andrea Nuovo Home Gallery si continua ad approfondire la fotografia

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Alla AndreaNuovo HomeGallery si riprende ad approfondire la fotografia. Dopo la rassegna Note sulla fotografia della passata stagione,  giovedì 14 Novembre, alle ore 17, sempre nella sede di via Monte di Dio 61 c’e l’appuntamento per la seconda tappa  delle Lettura portfolio e per l’occasione verrà presentata una nuova iniziativa il  PORTFOLIO LAB.

Tenute da Federica Cerami, questi appuntamenti di lettura portfolio sono un importante punto di partenza per capire e potenziare al meglio i lavori fotografici che si stanno sviluppando.
Come per tutti gli appuntamenti di lettura portfolio, nei festival o nei corsi presenti in tutta italia anche in questi c’è bisogno di molta cura nella presentazione del lavoro, il che è sicuramente sinonimo di cura per il proprio lavoro e poi di educazione visuale nel presentarlo.

Federica Cerami, esperta del settore fotografico è lettrice portfolio di molti festival nazionali ed è presente nelle maggiori kermesse fotografiche organizzate dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e ha idee molto chiare in merito a questo tipo di esposizione cui ogni giovane autore si propone “In una struttura fotografica sussistono tre tipi di persone: chi fotografa, chi è ritratto e, infine, lo spettatore di queste immagini. Ritengo sia necessario rendere chiaro e immediato il linguaggio delle immagini in modo che questa triangolazione sia sempre lineare ed efficace e spiegare, inoltre, in modo semplice e diretto, come costruire questo importante strumento di comunicazione e di divulgazione fotografica.

Il portfolio, insomma, dovrà configurarsi come uno spazio uniforme di immagini dal quale emergerà la capacità espressiva, la fantasia, la tecnica e lo stile del fotografo nello sviluppare la sua idea iniziale, relativamente a un suo tema.” E continua dicendo: “Non è facile parlare di Portfolio a chi inizia a muovere, nella fotografia, i suoi primi passi. E’ importante avere dei riferimenti che fungano da supporto alle proprie idee e affiancarli con degli innamoramenti fotografici, intercambiabili, dai quali poter ricevere la giusta linfa vitale per poter dare vita alle proprie creazioni fotografiche.
La creazione del portfolio è una delle cose più importanti e difficili che un fotografo possa fare con la propria produzione ma diventa un passo inevitabile quando si decide di voler percorrere questa strada per comunicare al mondo la propria presenza.”  Non è facile muoiversi in questo mondo, è importante, però, capire come muovere i primi passi.

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Talk/Partiture con Angela Tecce e Gloria Pastore alla Galleria Dafna di Napoli

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E un duo tra le più belle voci del mondo dell’arte Napoletana, Angela Tecce e Gloria Pastore, le due hanno dialogato durante  l’evento Talk//Partiture che si è tenuto alla Galleria Dafne di Via Santa Teresa degli Scalzi in occasione della mostra Partiture che l’artista Gloria Pastore ha prorogato fino al 7 Gennaio 2020.

Partiture è il progetto espositivo, allestito alla Dafna, che fornisce grandi spunti ed approfondimenti,  già dal  suo titolo; una Partitura infatti è letteralmente da intendersi come la rappresentazione grafica di una composizione, ogni opera di Gloria Pastore svela una metodologia di lavoro fondata sulle possibili combinazioni degli elementi. Il risultato sono  intense narrazioni, con infiniti soggetti, attente ad affrontare altrettante infinite tematiche. I tessuti su cui lavora, si sostituiscono alla carta degli spartiti, così come oggetti, disegni, stralci di scritti antichi, prendono il posto delle note. L’evento Talk//Partiture nasce con la volontà di raccontare, attraverso un incontro diretto con l’artista, l’opera di Gloria Pastore, un chiacchierata per approfondire e conoscere il suo percorso artistico. Angela Tecce ripercorre tutto il viaggio artistico di Gloria Pastore, ricordando il loro primo incontro presso la Galleria Scalise di Via Posillipo, per poi passare alle innumerevoli mostre dell’ artista che già dal 1982 si mostrava sulla scena internazionale chiamata nella città tedesca di Kassel per la collettiva “Documenta” che rimane una delle più importanti manifestazioni internazionali di arte contemporanea in

Europa. Angela Tecce ricordando le tappe artistiche di Gloria Pastore si è soffermata poi sulle tre mostre che l’artista  ha tenuto nel corso del tempo presso il Museo Archeologico Nazionale Napoletano, struttura che immediatamente entra nel vissuto e nella memoria dei napoletani, in virtù del rapporto che si crea con esso già dalla più tenera età attraverso visite con i genitori e poi secondo noi, per la centralità nello spazio cittadino che occupa questa importante istituzione culturale. Gloria Pastore con tre mostre al MANN ha segnato il suo percorso artistico sfociato con l’ultima nello studio della statua Psiche presente anche nella mostra in corso a DAFNA.

Oltre che della grande passione per la musica, ispiratrice dei lavori in esposizione e con la quale Gloria Pastore ha grande dimestichezza essendo figlia di due musicisti, il filo conduttore che accompagna i lavori dell’artista è l’identità che ci spiega l’artista “essere la presenza nella propria città, assorbire quei prodotti da essa creati, che fanno si che si formi uno strato della propria percezione, della propria vita del proprio sentire in base a quello che è la propria identità, ma l’identità non è unica, ma è molteplice, non unica, e quindi per rappresentare la nostra identità, bisogna che si rappresentino tutte le parti di se stessi essendo noi stessi composizione d’insieme”  e ciò si trova sempre nelle opere da lei create che ci fanno viaggiare in spazi lontani, fondati, però,  sempre al territorio che ha visto le nostre radici. Ed in questo le opere esposte in PARTITURE ne sono la prova.  Identità è anche memoria e coscienza del futuro, come ha sottolineato la padrona di casa Anna Fresa, che con Danilo Ambrosino è l’anima della Galleria Dafna, la quale ha sottolineato l’importanza della contatto e dell’impegno di molti giovani che sono divenuti visitatori abituali delle iniziative che la galleria propone e che anche durante il TALK//PARTITURE  non hanno fatto mancare la loro presenza.

 

 

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In Evidenza

Un libro ed un progetto fotografico promossi dall UICI per la giornata internazionale delle persone con disabilità

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E’ nella   Giornata Internazionale delle persone con disabilità,  il prossimo 3 Dicembre, giornata indetta dall’O.N.U. nel 1992, che verrà proiettato il video realizzato nell’ambito del progetto “bambini fotografi” organizzato grazie ai proventi derivanti dal primo libro di Amedeo Bagnasco, che ha consentito a 10 bambini con disabilità visiva, di età compresa tra i 7 e i 14 anni di svolgere negli scorsi mesi estivi dei laboratori che hanno avuto come filo conduttore, la fotografia. Il laboratorio, curato dalla giovane fotografa Marzia Bertelli è parte di un progetto che ha come obbiettivo il raggiungimento del: “Nessuno resti indietro”, slogan dell’Agenda 2030, grande meta per l’inclusione e la piena integrazione del miliardo di persone con disabilità, cittadini a pieno diritto del nostro mondo. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli ritiene che il modo migliore per celebrare, senza retorica, la Giornata dei Disabili, sia quello di diffondere e leggere un buon libro. A tale scopo ha organizzato la presentazione del secondo volume dello scrittore anacaprese Amedeo Bagnasco: “Sfiora Capri ad occhi chiusi”. Dopo il grande successo de “La scatola dei Segreti Anacapri nei tuoi occhi”, libro giunto alla quarta edizione italiana ed una in inglese, vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali  tra cui il prestigioso Premio Speciale Braille 2018, il giovane scrittore ed ottico di Anacapri: Amedeo Bagnasco, continua il racconto del fotografo non vedente, che guarda Capri con gli occhi del cuore. Il nuovo libro, pubblicato dalla editrice “Promediacom” diretta da  Luigi (Louis) Molino, così come il primo volume, sosterrà le iniziative ed i progetti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli  Ipovedenti. L’AUTORE – Amedeo Bagnasco, è un giovane ottico  e scrittore anacaprese che da meno di due anni ha creato un marchio di occhiali, “Cimmino Lab – Anacapri Eyewear”, ispirato ai luoghi più suggestivi di Anacapri.

L’evento di presentazione libro, accompagnato dal video si svolgerà  presso l’ UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI DI NAPOLI

Martedi’ 3 Dicembre 2019 – ore 17,00 presso

Salune UICI, in via San Giuseppe dei Nudi 80 . NAPOLI

Interverranno: Vincenzo Massa – Presidente regionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Mario Mirabile – Presidente sezione Napoli Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Luigi Molino – Editore,  Marzia Bertelli –  Fotografa, Amedeo Bagnasco – scrittore,modererà la presentazione Giuseppe Biasco direttore I.Ri.Fo.R. Napoli.

 

 

 

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Cultura

Sergio Castellano il fotografo gentile che amava viaggiare per conoscere i popoli del mondo

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Il fotografo gentile, amato da tutti e amante dei viaggi. Un viaggiatore nato, il mondo si apriva davanti a lui e lui per conoscerlo organizzava viaggi non comodi, viaggi che gli facessero capire i territori che stava scoprendo. Sergio Castellano già dalla nascita dichiara la sua voglia di cercare itinerari di conoscenza geografica, culturale e personale. Nato a Stoccolma ad un mese di vita si trasferisce con la famiglia in Germania ad Haus Quinke, nei pressi di Kassel, dove vivranno per due anni. A trent’anni dalla prematura scomparsa, le sorelle, la nipote Benedetta, coadiuvate da Stefano Fittipaldi, hanno organizzato una mostra “Lo sguardo di Sergio Castellano” (1989-2019) con gli scatti della sua intensa attività professionale presso   l’ Archivio Parisio in piazza del Plebiscito a Napoli che sarà inaugurata sabato 30 novembre alle ore 17

Nel 1954 la famiglia al completo torna a vivere a Napoli al Parco Grifeo. Lì studia prima al liceo scientifico e poi si iscrive alla facoltà di Scienze Biologiche. Nel corso degli studi scopre l’interesse per la fotografia che prende sempre più spazio nelle sue giornate, fino a diventare il lavoro della sua vita. Inizia il lavoro di fotografo in uno studio associato con i fotografi Alfredo Carrino ed Alessio Buccafusca a Napoli al Parco Grifeo. Il primo periodo è dedicato ai ritratti di modelle, amici, bambini, ma fotografa anche gli interventi del padre, che poi costituiranno un lavoro presentato a Capri nel 1975 nell’ambito del simposio luso-spagnolo-italiano di neurochirugia. Lì presenterà anche una mostra sullo stato di abbandono degli scavi di Pompei. Ha tanti interessi Sergio e molte sono le fotografie della natura, piante, animali, paesaggi, mare e tramonti, ma la passione più grande è quella dei viaggi. Nel 1978 parte per l’America Latina attraversandola dal tropico del Capricorno fino all’Equatore, un viaggio che abbraccia 4 paesi: Perù, Ecuador, Bolivia e Brasile. Nel 1979 parte per la Tunisia, attraversando poi il Marocco fino al Sahara, a Tanmarasset, sulle orme di Charles de Foucauld e dei tuareg del deserto. Un importante lavoro sono le foto aeree commissionate dalla Regione Campania sulla ricostruzione post terremoto del 1980 e poi un secondo per la campagna sul turismo dal titolo: “Campania andiamoci in vacanza!”.

Crediamo sia giusto lasciare la parola al più caro amico di Sergio, Alessio Buccafusca, che ce lo fa conoscere  in questo suo accorato ricordo dove lo definisce l’Indiana Jones dei fotoreporter degli anni 70: “Circa 30 ore di volo per arrivare a Lima (Perù), da dove viaggiando con i pullman locali su strade impervie, unico straniero tra i viaggiatori, è arrivato a Rio de Janeiro, dopo 2 mesi di viaggio con mille difficoltà. Indiana ha attraversato anche gran parte del Sahara ed ora le sue fotografie sono testimonianza storica di quei momenti, unici ed irripetibili.

Ricordi, ricordi ancora vivi di quando  siamo cresciuti insieme da piccoli, Sergio abitava al quinto piano ed io al quarto: fu subito amicizia.  Quando Sergio andò in collegio a Bologna a 17 anni, io lo raggiunsi, perchè il nostro legame si andava sempre più rafforzato.

Come non citare il primo viaggio con la sua 127 rossa da Napoli ad Amsterdam insieme a Gianfranco Consalvo ed Alberto Bennicelli. Un anno decidemmo di andare a festeggiare il capodanno a Villar, in Svizzera con mio fratello Roberto, Ciro Paudice, Gennaro Ricci ed altri amici. Avevamo fittato un mega chalet e fu subito festa. A capodanno da buoni napoletano sparammo i fuochi eravamo circa 40 amici, perchè gli svizzeri si erano uniti alla comitiva e tra questi anche un poliziotto svizzero che ci salvò dalla Polizia locale intervenuta immediatamente …così tutto finì a tarallucci e vino.

Sergio  quando intraprese per conto della Regione Campania un lavoro di fotografia aerea per l’urbanizzazione e lo sviluppo di Napoli, mi fece il regalo più bello della vita. Aveva convinto il capitano a portare anche me a bordo dell’aereo, se si può definire aereo, era un bi elica tutto aperto, le fotografie erano a mano libera cogliendo la migliore luce, diapositive colore. Fu un’ emozione fantastica, perchè il pilota arrivò su Capri e sul Vesuvio.

Sergio mi regalò la prima Nikon 50 mm, che mi avrebbe lanciato nella fotografia del mondo della danza. Il primo rullino che sviluppammo nel bagno di casa sua con mille difficoltà, quindi passammo alla stampa, avevamo creato in uno ripostiglio una mini camera oscura ma l’emozione della prima foto stampata: fu bellissima! Sono tanti i ricordi ma mi fermo qui.

Sergio era un uomo umile e modesto, con il suo modo di fare che affascinava tutti, il suo parlare era qualcosa di  irripetibile come le sue fotografie. L’unico difetto è che era sempre in ritardo, ma solo per gli amici, mentre per il lavoro spaccava il minuto . . Sergio mi ha regalato la passione per la fotografia, ma in particolar una foto straordinaria del 1982 con Rudolf Nureyev a cena mentre il nostro sguardo si incrocia, perchè Rudolf mi stava chiedendo qualcosa di molto privato, che per la prima volta rendo pubblico, la richiesta di Rudolf :”Alessio per favore dopo mi fai fare un giro per Napoli, perche voglio vedere i travestiti”.

 

 

 

 

 

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