Collegati con noi

In Evidenza

Al via la rivoluzione Pirlo alla Juve, ecco chi va via e chi arriva: Matuidi è fuori

Avatar

Pubblicato

del

Parte dal centrocampo la rivoluzione di Andrea Pirlo alla Juventus, che intende allestire una rosa all’altezza delle aspettative del suo nuovo tecnico con un occhio al bilancio e alla carta d’identita’ dei giocatori. Gia’ acquistati Arthur e Kulusevski, il primo giocatore a salutare dovrebbe essere Blaise Matuidi, che presto pero’ potrebbe essere seguito anche da altri compagni. A breve potrebbe essere seguito anche da Khedira e Higuain. E forse non solo: sulla lista dei partenti potrebbero esserci anche Bernardeschi, uno dei giocatori offerti al Napoli nella trattativa per Milik, e persino Douglas Costa, che non ha convinto del tutto anche a causa dei numerosi infortuni. Nonostante sia alla prima esperienza in panchina, il neo tecnico bianconero ha le idee chiare su quello che vuole per continuare a vincere in Italia e provare a riuscirci anche in Europa, proprio dove ha fallito il suo predecessore Maurizio Sarri. E allora basta con gli incontristi come Matuidi, che avrebbe trovato l’accordo con la societa’ per andar via un anno prima della scadenza del contratto. Andra’ a parametro zero negli Stati Uniti, dove ad attenderlo c’e’ l’Inter Miami, squadra della Msl di David Beckham con il quale il campione del Mondo avrebbe gia’ un accordo. “Stagione speciale… tanta gioia… e la delusione della Champions League – scrive Matuidi in un post che suona tanto d’addio – Ora e’ tempo per una breve vacanza prima che inizi una nuova stagione!”. Quest’anno di tempo per il mercato ce n’e’ davvero poco, ma nei primi incontri operativi con la dirigenza – l’ultimo di nuovo oggi – Pirlo sembra avere le idee chiarissime. Spetta a Paratici, che il club ha confermato insieme al vicepresidente Pavel Nedved nonostante il flop Sarri, accontentare il nuovo tecnico e mettergli a disposizione una rosa il piu’ possibile vicina alle sue aspettative, come invece non e’ riuscita a fare del tutto con Sarri.

Advertisement

In Evidenza

Età non conta, Djokovic re di Roma per la quinta volta

Avatar

Pubblicato

del

Un’attesa lunga cinque anni, tanti quelli che lo separavano dall’ultima vittoria a Roma. Piu’ forte di tutto, Novak Djokovic. Alla sua decima finale, si regala finalmente la quinta vittoria agli Internazionali Open Bnl d’Italia e archivia cosi’ il pessimo epilogo di New York con la squalifica dagli Us Open. Oggi contro Diego Schwartzman ha sofferto la fisicita’ e la grande voglia di chi si affacciava alla sua prima finale di un master 1000.

Il serbo ha comunque vinto in due set, 7-5 nel primo combattutissimo fino alla fine, e poi 6-3 liberando tutto il suo tennis nonostante non sia al massimo della condizione: “Oggi ho vinto una partita molto dura, sono molto felice. Non ho giocato il mio miglior tennis ma ho trovato il miglior tennis quando doveva essere decisivo”, ha ammesso a fine match il serbo, che dall’alto dei suoi 33 anni compiuti a maggio diventa il tennista piu’ anziano dell’era Open ad aver vinto il torneo di Roma: “Non lo sapevo ma ok, peccato per i giovani….”, sorride il numero uno al mondo. Poi si fa serio e avverte: “Non mi sento vecchio, ma sono orgoglioso di queste statistiche”, ha sorriso il serbo a fine match. “L’eta’ non cambia molto per me – ha concluso Djokovic – mi sento motivato e giovane nell’anima, nella testa ma anche nel fisico”. Piu’ forte anche della pioggia e dell’umidita’ che lo ha penalizzato fin da ieri e costretto a variare la sua strategia puntando spesso su palle corte e pallonetti: “Volevo cambiare il ritmo ed essere imprevedibile. Forse ho esagerato – ha poi ammesso -. Era un blocco mentale, ma con giocatori come Diego, che sta molto lontano dalla riga di fondo, e’ sempre un buon colpo”. Djokovic conclude cosi’ una settimana giocata sicuramente non al massimo delle sue potenzialita’ ma che comunque lo ha portato al trionfo anche grazie all’eliminazione prematura di Nadal ai quarti, proprio per opera di Schwartzman.

E suona come un messaggio al mondo del tennis in vista di Roland Garros: il ‘Djoker’ c’e’ e non ha intenzione di fermarsi. Archiviato il suo 81/o titolo in carriera, 36/a vittoria a un Master 1000 e sopratutto 287 settimane in testa alla classifica Atp. Superato un mostro sacro della storia del tennis come Pete Sampras, da oggi parte la rincorsa di Djokovic alle 310 settimane, record assoluto di sua maesta’ Roger Federer. Decisamente meno combattuta la finale femminile, vinta per ritiro da Simona Halep, dopo due finali andate a vuoto nel 2017 e 2018 contro la Svitolina. Stavolta e’ stata piu’ morbida l’avversaria, Karolina Pliskova, detentrice del titolo scorso, che nel primo set ha ceduto 6-0 e nel secondo, sul 2-1 per Halep, e’ stata costretta a ritirarsi per infortunio. In tutto, 31 minuti di partita e 8 game a 1: “Nel 2013 ho iniziato a far parte del tour mondiale da Roma, poi due ko in finale nel 2017 e 2018 ma ora sono felice e orgogliosa di aver vinto questo torneo cosi’ prestigioso”, le parole della nuova regina di Roma. “Ringrazio il pubblico – ha aggiunto la romena, numero 1 del tabellone – e’ stato importante che siate venuti. Mi sono sentita bene, purtroppo so che non e’ il miglior modo per concludere una finale, auguro a Karolina di riprendersi presto e magari di ritrovarci in finale a Parigi. Ringrazio anche gli organizzatori, in questa settimana siamo dovute rimanere sempre in albergo ma mi sono sempre sentita sempre al sicuro”. Alla prossima ‘bolla’, a Parigi.

Continua a leggere

In Evidenza

Roma pasticcio Diawara, sarà 0-3 a tavolino

Avatar

Pubblicato

del

Pasticcio Roma, e il campionato della nuova era Friedkin parte con uno 0-3 a tavolino, frutto di un errore tanto banale quanto difficile da capire. Lo 0-0 ottenuto dalla Roma sul campo del Verona sabato all’esordio in campionato sara’ – a norma di regolamento, e secondo gli esperti di diritto sportivo – tramutato domani dal giudice sportivo in una sconfitta a tavolino per un pasticcio legato all’impiego di Amadou Diawara: secondo il regolamento il giocatore a Verona non avrebbe potuto scendere in campo, in quanto nella lista ufficiale dei 25 giocatori consegnata alla Lega di serie A dal club giallorosso ad inizio stagione non era stato inserito, rimanendo invece tra gli Under 22 come lo scorso anno. Certo non il modo migliore per affrontare in serenita’ la settimana che porta alla sfida casalinga con la Juve. La Roma aspetta ed e’ pronto al ricorso in nome della buona fede e del mancato vantaggio ottenuto dallo schieramento del giocatore per il quale c’era posto tra i 25 (quattro i posti liberi, si sottolinea) ma rimane che Diawara, che ha compiuto 23 anni il 17 luglio scorso – in pieno rush finale del campionato dell’era Covid – non poteva essere schierato.

Casi analoghi sono costati la sconfitta a tavolino, e lo 0-0 della partita non e’ stato ancora omologato. Il giudice sportivo di serie A si riunira’ domani per decidere sulla prima giornata di campionato. Il precedente piu’ vicino e’ quello di Sassuolo-Pescara del 2016, quando gli emiliani si videro assegnare partita persa per aver fatto giocare Antonino Ragusa senza averlo inserito nella famosa lista dei 25. L’avvocato Mattia Grassani, che all’epoca difese il Sassuolo, sottolinea che “Ragusa non era inserito in nessuna lista presentata attraverso il servizio intranet alla Lega, mentre nel caso di Diawara il giocatore sarebbe stato inserito in una lista che non gli competeva. I giocatori che determinano lo 0-3 a tavolino se non inseriti in lista sono quelli over 22, quelli che necessitano di una registrazione nella lista da 1 a 25. Mentre la lista Under 22 e’ aperta. Il problema di Diawara e’ che lui e’ stato Under 22 fino alla meta’ di luglio, ha compiuto 23 anni mentre si giocava. Quello che sembra piu’ verosimile e’ che Diawara sia andato in campo con l’erronea convinzione di essere Under 22, se non e’ Under 22 e seguenti e’ un giocatore missing, un giocatore senza titolo esattamente come Ragusa”. Grassani evidenzia che “quello che conta e’ il rispetto o meno del regolamento riguardante i giocatori che possono partecipare ad una gara di serie A”. Tra le pieghe di una vicenda in cui le responsabilita’ interne restano da chiarire, emerge poi che il club sarebbe anche stato avvisato da un alert dalla Lega, prima della partita: un elemento controverso, che potrebbe finire nella memoria difensiva degli avvocati giallorossi: i quali faranno soprattutto notare che in quella lista da 25 i posti non erano tutti occupati, che gli ‘slot’ per inserire il centrocampista erano ben quattro e che quindi nessun vantaggio e’ derivato a Fonseca. Il quale non sara’ felice di dover affrontare la Juve a zero punti, e con l’immagine di una ambiente gia’ in acque agitate.

Continua a leggere

Cronache

Ucciso a Capodanno, il killer è nullatenente e le spese di giustizia le accollano alla vittima

Avatar

Pubblicato

del

Rimase vittima, a soli 24 anni, di un colpo di pistola esploso a Capodanno dalla figlia di un boss dei Quartieri Spagnoli di Napoli. L’assassina, nullatenente, non ha così liquidato le spese processuali e così la Giustizia ha pensato bene di accollarle, le spese processuali, alla famiglia della vittima. Parliamo di una cifra di quasi 18mila euro. A rendere nota la storia è l’avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori. La cartella esattoriale, con richiesta perentoria di 18.600,89 euro, è stata addebitata oggi alla famiglia Sarpa. La colpa di questa famiglia, pesantemente colpita negli affetti con l’assassinio del loro giovane figlio a 24 anni, spiegano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, è stata quella di “essersi costituita parte civile nel processo contro Emanuela Terracciano, all’epoca 22enne, figlia del defunto boss Salvatore detto “‘o niron” . La donna è stata condannata nel procedimento penale in via definitiva a 8 anni di reclusione e al risarcimento in sede civile di oltre 626mila euro e al pagamento delle spese processuali. “Ma siccome è nullatenente – fa sapere Angelo Pisani – a rispondere in solido ora è la famiglia”. Pisani spera in un intervento del Presidente della Repubblica e in una revisione della normativa anche fiscale che, sottolinea, “si sta rivelando una beffa per le vittime della criminalità”.

(nella foto in evidenza Angelo e Sergio Pisani, fratelli e avvocati che tutelano gli interessi della famiglia Sarpa)

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto