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Cultura

Adelante Gianni Mattera, l’esaltazione della libertà in una mostra al carcere borbonico del Castello Aragonese di Ischia

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Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni: la prima è vedere l’energia così come fluisce nell’universo e la seconda è guardare le cose di questo mondo. L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare i propri occhi solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole.

Questa sera, alle 21, nello spazio espositivo del carcere borbonico del Castello Aragonese di Ischia è di scena un artista, un pittore, che forse non è celebrato quanto merita su un’isola d’artisti e geniacci ma è molto amato e apprezzato in Italia e alcune capitali europee dove ha già esposto le sue opere: Adelante Gianni Mattera.

Ischia Ponte. La meraviglia del Castello Aragonese che domina sulla baia di Cartaromana

 

Uno che non ama celebrare pensieri ma vedere. Uno che non teme nulla ma ricorda sempre a se stesso qual è la ricchezza più grande ch’ognuno di noi possiede e dissipa: la libertà. Essere libero di essere se stesso, questo è Adelante Gianni Mattera, intérprete fresco dell’espressionismo astratto, pittore e cultore che trae ispirazione dalla filosofia di Carlos Castaneda, lo sciamano del terzo Millennio, l’uomo della dissolvenza delle illusioni. Se siete a Ischia stasera o se ci andate nei prossimi giorni, fino a 14 settembre,  Adelante Gianni Mattera espone nel carcere borbonico di Ischia del Castello Aragonese. L’artista é passato dalla  pittura a olio agli smalti su tela, con colorazioni specifiche che si fa preparare per esaltare la sua personalità artistica. Ora Adelante sta sperimentando una nuova tecnica: lo squeege. E vederlo all’opera mentre crea é esso stesso un momento emozionante. Perché come spiegavamo con gli occhi puoi vedere ma ci sei puoi sentire quell’energia che fluisce dall’artista.

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Cultura

Harmony e le stelle della danza: Marisa Cerbino, una carriera nel “suo” San Carlo

Eugenia Avena

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“Una danzatrice professionista deve avere non solo grazia ed eleganza ma anche il balzo di un campione olimpico di corsa con ostacoli, l’equilibrio di un funambolo, la forza e l’agilità di una pantera”, parola di Camilla  Jessel, ballerina poi scrittrice, una che di danza ne capisce. Marisa Cerbino, diplomata alla scuola Harmony del Maestro Angelini è una che di grazia, equilibrio e agilità ha fatto la sua ‘cifra’.

Dopo essersi diplomata nel 1983, entra  nel 1987 al Teatro di San Carlo di Napoli sotto la direzione di Zarko Prebil prima come ballerina aggiunta e poi, nel 1990 come professionista stabile.

“Grande professionalità e dedizione hanno sempre contraddistinto la scuola di danza Harmony che io ho frequentato fin da bambina”, dice.

“L’esempio e la preparazione che mi ha dato il Maestro Angelini mi hanno permesso di coronare il mio sogno e di diventare una ballerina professionista. A lei Maestro il mio immenso affetto e la mia riconoscenza.”

Marisa Cerbino dal ’90 in poi ha partecipato a tutti gli spettacoli messi in scena dall’Ente lirico napoletano in quegli anni,  ricoprendo ruoli sia di corpo di ballo che di danzatrice solista. In quegli anni ha lavorato con i più importanti artisti di fama mondiale come la Fracci,  la Terabust, Nureyev ,Vassiliev, Maximova , Bolle, Paganini, Semionova, Giuseppe Picone e tanti altri fino a quando conclude la sua carriera nel 2012.

       

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Cultura

Musei, 55 milioni di visitatori nel 2019. Pompei è il sito archeologico che cresce più di tutti

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Oltre 55 milioni di visitatori nel 2019 per i musei italiani. Con un lieve calo rispetto al 2018 in gran parte dovuto alle ondate di maltempo, che ha fatto soffrire i parchi archeologici e siti all’aperto, ma anche alla parziale cancellazione delle domeniche gratuite, poi ripristinate e rese permanenti da Dario Franceschini con il suo ritorno al Collegio Romano a settembre di quest’anno. Al top c’e’ sempre il Colosseo, da sempre il monumento piu’ iconico e gettonato d’Italia, nel 2019 con 7,5 milioni di presenze, circa 100 mila in meno rispetto ad un anno fa. Seguono le Gallerie degli Uffizi – per la prima volta considerate nel loro insieme, cioe’ con il giardino di Boboli e Palazzo Pitti che si aggiungono alla celeberrima pinacoteca – con 4,5 milioni di visite, e quindi gli Scavi di Pompei, di fatto l’unico sito archeologico che non risente nemmeno di pioggia e bufere riuscendo nel miracolo di 160 mila presenze in piu’, per un totale che ormai si avvicina ai 4 milioni di biglietti staccati (erano 2,5 milioni non piu’ di cinque anni fa). Tant’e’, risultati comunque ” straordinari” commenta Franceschini, che mercoledi’ prossimo presentera’ alla stampa i nuovi 12 bandi internazionali per altrettanti musei (dentro ce ne sono 8 che sono stati appena promossi, dal Complesso dei Gerolamini al Palazzo Reale di Napoli, dalla Pinacoteca di Bologna al duo romano di Palazzo Venezia e Vittoriano).

Colosseo

Il ministro Pd al suo secondo mandato alla guida del ministero fondato da Spadolini sottolinea soddisfatto il successo dell’autonomia gestionale – perno della riforma che porta il suo nome – che ha permesso il rilancio di tanti gioielli della cultura, dalle Gallerie Nazionali delle Marche al Museo di Capodimonte, che oggi sono in buona posizione nella top ten dei 30 musei piu’ visitati. “A qualche anno dalla riforma dei musei – dice – i risultati straordinari si vedono sempre di piu’ grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale”. Se il numero dei visitatori quest’anno per la prima volta dopo anni di costante ascesa non e’ aumentato, sono comunque cresciuti gli introiti per le casse statali, con un +5% che equivale ad un incremento di circa 12 milioni di euro, in parte dovuti ai nuovi piani tariffari proprio dei tre big Colosseo, Uffizi e Pompei. “Piu’ incassi vogliono dire piu’ risorse per tutela e ricerca, servizi museali” ribadisce quindi Franceschini annunciando che si proseguira’ “sul percorso dell’innovazione”. Nella top 30, che da sempre fa la parte del leone per numero di visitatori e incassi, ci sono conferme e novita’. Con i casi piu’ che positivi delle Gallerie Nazionali delle Marche (+36,8% ingressi) e del circuito dei musei napoletani (Museo Capodimonte +34,2%, Castel Sant’Elmo +18,7%, Palazzo Reale + 11% , Museo archeologico Mann da 616 mila a 670 mila visitatori) ma anche delle Terme di Caracalla a Roma (+10,9%) e il Museo di Miramare a Trieste (+10,7%). Dall’altra le situazioni piu’ deludenti riguardano la Reggia di Venaria (che perde 120 mila visitatori), la Reggia di Caserta (che perde 125 mila persone) e a Firenze le Gallerie del Bargello (che perdono 60 mila visitatori) mentre a Roma la Galleria Borghese vede diminuire le sue presenze di circa 40 mila unita’. Tra i record segnalati dagli esperti del ministero anche quello del Pantheon a Roma , dove non si paga il biglietto e dove i visitatori sono stati nel 2019 piu’ di 9 milioni (+4% rispetto al 2018). E poi Matera, che pur non entrando nella top 30, con l’anno della cultura ha visto crescere di 50 mila unita’ gli ingressi nel suo museo (+20%). Quanto alla soppressione parziale e temporanea delle domeniche gratuite, il riflesso negativo sul numero totale di visitatori c’e’ indubbiamente stato, ma secondo gli esperti di statistica Mibact ha colpito di piu’ i musei piccoli, gia’ svantaggiati in partenza anche dal fatto di trovarsi lontano dalle rotte piu’ battute del turismo. Tra le regioni, infine, si conferma il primato del Lazio, regina assoluta della top, seguita dalla Campania che con il successo ritrovato di Pompei e il nuovo appeal di tanti istituti napoletani ha ormai strutturalmente scavalcato la Toscana, terza davanti alla Lombardia.

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Cultura

Le giornate della Memoria, il calendario del comune di Napoli

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Il ricordo della Shoah, contro il razzismo, contro l’indifferenza, è il monito degli eventi promossi dal Comune di Napoli, assessorato alla Cultura e al Turismo, in collaborazione con l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea e l’ANPI Napoli. Una sinergia di iniziative cittadine in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria, nel ricordo dell’Olocausto. Il programma, realizzato grazie al lavoro generoso e intelligente di tanti soggetti della vita culturale napoletana, prevede iniziative culturali, incontri pubblici e celebrazioni ufficiali, cui parteciperanno le massime istituzioni della città. Inaugura Le Giornate della Memoria lo spettacolo teatrale di Roberto Giordano Irena Sendler – La terza madre del ghetto di Varsavia che si terrà nello Spazio Comunale Piazza Forcella in via Vicaria Vecchia il 24 gennaio; lo spettacolo proposto rivisita e ripensa, in veste drammaturgica e con flashback di accurata ricerca storico-documentaristica, la Memoria del Volto Truce del Male perpetrato dalla follia nazista sugli innocenti, i bambini, gli intoccabili, il cui sterminio fu deliberato nel 1941 quale uno dei principali scopi bellici di Hitler. Uno sfondo che purtroppo non può essere mai più cancellato nè cambiato, ma in cui si innesta un altro volto della verità storica: un volto di alta umanità, generosità e bontà, quale fu quello di Irena Sendler, infermiera e assistente sociale polacca, proclamata Giusta tra le Nazioni nel 1965 per aver salvato, con i suoi collaboratori, 2500 bambini dal Ghetto di Varsavia. A Forcella, su invito dell’Assessorato alla Cultura, sarà presente e dialogherà con il pubblico Elzbieta Ficowska, la bambina più piccola salvata da Irena Sendler dal Ghetto di Varsavia, arrivata a Napoli dalla Polonia in questi giorni proprio per testimoniare personalmente quanto accadde in quegli anni. Diverse iniziative interessanti si svolgeranno nei quartieri di Ponticelli, con l’Arci Movie e la nona edizione di Parole di Memoria, e di Scampia, con il Caffe’ Letterario che presenta al TAN – Teatro Area Nord il libro di Liliana Segre Il mare nero dell’indifferenza. La cerimonia istituzionale è prevista il 27 gennaio alle ore 10.30 in ricordo di Luciana Pacifici, vittima delle leggi razziali, con la deposizione della corona nella strada a lei intitolata. Particolare valenza simbolica ha il luogo prescelto per l’iniziativa dal titolo La banalita’ del male (tratto dall’opera di Hanna Arendtche si terrà sempre il 27 gennaio alle ore 11.00a Piazza Bovio, teatro nel settembre del ’43 dell’uccisione per mano tedesca di quattro marinai e dove, lo scorso 7 gennaio, sono state installate nove pietre d’inciampo, a cura dell’artista Gunther Demnig, all’altezza del civico 33, in memoria di nove martiri napoletani del nazi-fascismo. L’iniziativa si svolgerà nell’androne monumentale della Camera di Commercio di Napoli, e vedrà l’alternarsi di letture e canti  “per non dimenticareper raccontare in quale contesto politico e culturale, in quale clima riuscì a crescere e a maturare l’idea dello sterminio di un intero popolo, della soluzione finale, al fine di dimostrare cosa può accadere quando si normalizza la barbarie può diventare normalità”- ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Napoli Eleonora de Majo. Le letture di brani tratti da H. Arendt, B. Brecht, F. Fenelon e altri sono a cura di Teatri di Seta e di Silvana Jovine. I canti del coro le Voci del 48dell’Istituto Comprensivo Madre Claudia Russo – Solimena diretto dal maestro Murru. Il programma completo delle iniziative sul sito: assessorato.cultura@comune.napoli.it

 

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