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Addio a Mirella Freni, era la più bella voce italiana nel mondo

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E’ stata una delle voci piu’ belle e riconoscibili del mondo della lirica, portando il bel canto italiano nei principali teatri del mondo. La soprano Mirella Freni e’ morta nella sua casa di Modena, dopo una lunga malattia. Era coetanea e concittadina di Luciano Pavarotti: i due si conoscevano fin da bambini e tante volte, insieme, hanno trionfato sui teatri d’opera in giro per il mondo. “Ho perso un fratello”, disse lei, quando, nel 2007 Big Luciano se ne ando’. Nata a Modena il 27 febbraio 1935, la Freni debutto’, non ancora ventenne, il 3 febbraio 1955, interpretando il ruolo di Micaela in Carmen, nel Teatro Comunale della sua citta’. Da quel momento inizio’ la parabola ascendente che la porto’ a calcare le scene dei principali teatri del mondo: la Scala di Milano, il Metropolitan di New York, l’Opera di Parigi, il Bolshoj di Mosca, il Covent Garden di Londra, la Staatsoper di Vienna, il Festspielhaus di Salisburgo, il Colon di Buenos Aires, l’Opera di Washington, il Teatro Nazionale di Tokyo, per citarne solo alcuni. La sua vocalita’ si e’ evoluta nell’arco di oltre cinquant’anni di carriera, permettendole di spaziare dal repertorio di soprano leggero, mozartiano, a quello di lirico puro per maturare poi col tempo in ruoli drammatici o addirittura veristi. Mirella Freni e’ stata una delle personalita’ artistiche piu’ rappresentative del teatro d’opera mondiale. Impossibile elencare tutte le produzioni che l’hanno vista protagonista preferita dai direttori d’orchestra e dai registi piu’ famosi del nostro tempo, come Von Karajan, Giulini, Pretre, Kleiber, Solti, Abbado, Sinopoli, Muti, Osawa, Visconti, Strehler, Zeffirelli, Ronconi, Barrault, Ponnelle. Vanta una vastissima produzione discografica e numerose registrazioni radiotelevisive e cinematografiche. Ancora all’apice della carriera, nel 2005, decise di abbandonare le scene per dedicarsi all’insegnamento del canto lirico. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Cavaliere di Gran Croce dello Stato italiano, le insegne della Legion d’Onore in Francia, l’onorificenza di Kammersaengerin in Austria e Germania, il sigillum magnum dell’Ateneo di Bologna, la nomina ad accademica effettiva di Santa Cecilia. I sindaci di Miami e New York le hanno consegnato le chiavi delle citta’, l’universita’ di Pisa le ha conferito la Laurea honoris causa in lingue e letterature straniere; l’Oscar della lirica a Verona, il Midem Classical Awards a Cannes. Nel 2005 il Metropolitan di New York ha organizzato un gala per celebrare i suoi quarant’anni dal debutto in quel teatro e i cinquant’anni di carriera. Nel 2015 il teatro alla Scala di Milano e il Teatro Pavarotti di Modena hanno dedicato una serata in suo onore, in occasione dell’ottantesimo compleanno: una festa voluta anche per regalarle l’ultimo abbraccio di una citta’ e di una terra innamorate dalla musica che non la dimenticheranno. (ANSA). N

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Morti due ragazzi a Terni di 15 e 16 anni: è giallo sulle cause del decesso

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Due ragazzi, 16 e 15 anni, sono stati trovati morti nei loro letti a Terni. Il primo, il 16enne, in via di Villa Palma e il 15enne nel quartiere di San Giovanni. Che cosa lega questi de casi? Apparentemente niente. Ma i due giovanissimi morti mentre dormivano erano amici.I sanitari del 118 accorsi sui luoghi del decesso non hanno potuto fare altro che certificare la morte. Le indagini sono condotte dai Carabinieri. I due ragazzini si conoscevano da molto tempo. Insieme avevano giocato a calcio nel pomeriggio di lunedì. La partitella di calcio i due minorenni l’avrebbero disputata sul campetto che si trova vicino alla chiesa di San Valentino, attività che avrebbero svolto per due volte nello stesso giorno, nel pomeriggio la sera di ieri. Il Ros dei Carabinieri stanno ascoltando i ragazzini che erano con loro sul campo. Da quanto si apprende, dietro alle due morti non ci sarebbe assunzione di sostanze dopanti, ma si indaga – è l’aiuto arriverà anche dall’esame autoptico e dalla eventuale analisi tossicologica – per capire se i due giovanissimi possano aver assunto insieme qualche sostanza. L’autopsia chiarirà tutto.

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Il video del furto in casa di Ribery a Firenze: ora il campione sotto choc pensa ad andarsene dall’Italia

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Furto a casa del giocatore viola Franck Ribery, nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze). Da quanto appreso a scoprirlo sarebbe stato lo stesso asso francese al suo rientro la notte scorsa, dopo la trasferta della Fiorentina a Parma. Sul posto intervenuti i carabinieri. Dalla casa che si trova sulle colline di Bagno a Ripoli, secondo quanto appreso, sarebbero stati portati via alcuni orologi e monili in oro per un importo ancora da quantificare. Il calciatore ieri, durante la sfida esterna di Parma, era stato costretto a lasciare anzitempo il campo dopo aver ricevuto un colpo sulla caviglia operata lo scorso anno.

Ribery ha raccontato del furto subito anche su Instagram, postando alcune stories. Si vedono un paio di video in cui emerge il disordine della casa, con oggetti sparsi su tutto il pavimento. Poi anche un duro messaggio dell’attaccante francese della Fiorentina, che ammette di essere rimasto scioccato dall’accaduto: “Al ritorno dalla vittoria contro il Parma, sono rientrata a casa mia. Casa mia in Italia, Paese nel quale ho deciso di proseguire la mia carriera dopo gli anni positivi a Monaco. Ecco cosa ho scoperto… Allora, sì mia moglie ha perso qualche borsa, qualche gioiello ma grazie a Dio questo non è essenziale. Quello che mi sciocca è l’impressione di essere a nudo, impotente e questo non mi passa, non lo accetto. Grazie a Dio mia moglie e i miei figli erano al sicuro a Monaco, ma come posso fidarmi ora? Come mi/ci dobbiamo sentire oggi dopo questo? Io non corro appresso ai milioni, grazie a Dio non ci manca niente, ma corro appresso a un pallone, perché é la mia passione. Ma passione o no, la famiglia viene davanti a tutto e noi prenderemo la decisione necessaria per il nostro benessere”.

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Il Napoli accusa la Roma: hanno violato il protocollo anti-covid al San Paolo

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C’è una coda polemica molto velenosa nel dopo partita Napoli-Roma al San Paolo. Nulla a che vedere con risultato sul campo, ma roba seria che attiene a quel che è accaduto in panchina. A inizio gara i giallorossi hanno  fatto accomodare in panchina tutte le riserve convocate per la gara contro il Napoli dal tecnico Fonseca. Un comportamento che viola le disposizioni previste per il distanziamento sociale anti-Covid 19. Troppo affollata la panchina della Roma. Il Napoli per rispettare i protocolli del CTS (Comitato tecnico scientifico) dispone, in periodo di pandemia, la presenza in panchina solo dello staff di Gattuso. Peraltro è quanto previsto dal protocollo. Tutti gli altri, i giocatori convocati in particolare, vanno in tribuna, a distanza di sicurezza e con le mascherine. I dirigenti azzurri volevano che la Roma facesse le stesse cose. I calciatori azzurri, ad esempio, quelli posizionati nel settore della tribuna vip, vengono chiamati di volta in volta, proprio per evitare assembramenti in base a quello che è scritto nel protocollo della Figc che ha consentito al Cts prima e al governo poi di dare il via libera alla ripresa del campionato. La protesta del Napoli durissima è affidata a Cristiano Giuntoli. Il manager usa parole nette. “Siamo certi che poiché i giocatori fanno tamponi ogni tre giorni non ci sono rischi di contagio. Ma c’è un protocollo sanitario, severissimo, che è stato imposto a tutti e che noi rispettiamo alla lettera e che la Roma invece non ha rispettato. E per di più al San Paolo, dunque sotto la nostra responsabilità. Ed è una cosa che noi non possiamo accettare”.  Il Napoli, anche per non ricorrere in sanzioni, ha segnalato tutto sia agli arbitri che agli ispettori della procura federale presenti allo stadio. Giuntoli ha spiegato che “le regole vanno rispettate da tutti. Punto e basta. E la Roma non lo ha fatto. E pure quando glielo abbiamo fatto notare, hanno continuato a non farlo”.

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