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Accoglienza laziale per i tifosi del Celtic, tre accoltellati in poche ore: 12 arresti

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Un altro tifoso del Celtic è stato accoltellato nella notte al centro di Roma. E’ accaduto intorno alle 2.30 in viale Giulio Cesare, nel quartiere Prati. Sul posto, oltre al 118, i carabinieri della compagnia San Pietro, del Radiomobile e del Nucleo Investigativo per i rilievi. Si tratta di un 20enne che è stato trasportato in ospedale in codice giallo. Si cerca il responsabile. L’episodio è avvenuto qualche ora dopo la partita tra Lazio e Celtic. Mercoledì sera, alla vigilia del match, altri due tifosi scozzesi erano stati accoltellati al centro della Capitale. Il tifoso ventenne e’ stato soccorso e trasportato all’ospedale Santo Spirito. E nella notte i carabinieri della stazione Casalbertone hanno arrestato in via Giolitti, in zona Termini, un cittadino del Marocco di 44 anni per tentato furto ai danni di un tifoso del Celtic. Si cercano i complici che si sono dati alla fuga. Sono 12 gli ultras della Lazio arrestati nella notte dai poliziotti della Digos per il tentativo di aggressione con i supporter del Celtic in piazza Risorgimento, in zona San Pietro, nel post partita. Ad intervenire per evitare il contatto la polizia. I dodici, che si erano dati alla fuga nascondendosi in palazzi della zona, sono stati poco dopo rintracciati dalla Digos. Oggi saranno processati con rito direttissimo.

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Cerbiatto in ‘trappola’ sulla scogliera salvato dal campione di surf, il video del salvataggio di Bambi

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Campione di surf, protagonista del panorama italiano della tavola da vent’anni, e oggi eroe di ambientalisti, animalisti e appassionati di Walt Disney. Marco Pistidda, sassarese, 38 anni, ‘Bonga’ per chiunque bazzichi negli ambienti del surf e a Porto Ferro, dove ha sede la sua scuola per adulti e bambini, e’ il protagonista del salvataggio di un cucciolo di daino individuato in un anfratto roccioso mentre costeggiava la baia di Porto Conte. Surfista dal 1999, vincitore di numerosi trofei nazionali e componente della nazionale italiana nel 2008, Marco era insieme a un’amica con cui condivide la passione per il mare, l’ambiente e la natura. E’ stata proprio lei, Lucia Peana, a ribattezzare l’animale in difficolta’ come “cucciolo di Bambi”, riferimento esplicito a uno dei piu’ famosi personaggi della galleria disneyana. In attesa delle onde, in questi giorni di ripartenza ‘Bonga’ accompagna amici e allievi in escursioni acquatiche. “L’idea della scuola e’ di offrire attraverso il surf un’esperienza indimenticabile a chi come me crede nell’amore e nel rispetto per la natura, per gli altri e per se'”, ha spiegato.

 

“Siamo cosi’ partiti in sup da Cala Dragunara e abbiamo puntato verso la spiaggia di Porto Conte. A un tratto – ricostruisce il surfista – abbiamo sentito un lamento e poi abbiamo notato il cucciolo, scivolato probabilmente nel dirupo senza riuscire a risalire”. I due non hanno avuto dubbi: andava messo in salvo. “Llu’cia e’ rimasta li’, a fargli compagnia, io invece – racconta – sono tornato in spiaggia, ho chiamato la Forestale, ho preso i telefonini e un asciugamano e li ho raggiunti. Con il telo abbiamo avvolto il cucciolo, era stremato, si e’ addormentato tra le nostre braccia”. Poi il ritorno in spiaggia sul sup, la consegna del piccolo daino agli agenti della Forestale e il trasferimento nella riserva di Bonassai. “Sta bene, e’ salvo, ora sta con altri cuccioli”, riferisce ‘Bonga’ prima di tornare al suo mondo fatto di spiagge, mare, allenamenti, gare e altre sfide.

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Inchiesta ‘ndrangheta a Verona, indagato anche l’ex sindaco della Lega Flavio Tosi

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L’indagine della Polizia che ha sgominato la «locale» di ‘Ndrangheta di Verona ha svelato una struttura autonoma ma riconducibile alla cosca degli Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. L’inchiesta coordinata dalla procura antimafia di Venezia, ha portato all’emissione da parte del Gip di 26 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, truffa, riciclaggio, estorsione, traffico di droga, corruzione, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di beni e fatture false. Tra i nomi degli indagati il boss Antonio Giardino e l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, indagato per peculato, in passato già chiacchierato per i legami con i Giardino.

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Fontana deposita a pm dossier su ‘clima d’odio’

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C’e’ persino una lettera anonima nella quale si paventa “un incidente stradale occasionale” tra le minacce rivolte al governatore lombardo Attilio Fontana e ai suoi familiari. Oggi, infatti, l’avvocato Jacopo Pensa ha deciso di depositare in Procura a Milano un dossier di una trentina di pagine, intitolato “clima di odio”, in cui vengono raccolte tutte le intimidazioni comparse on line e non solo in queste ultime settimane contro il presidente della Lombardia per la gestione dell’emergenza Covid. Il dipartimento antiterrorismo della Procura milanese, guidato da Alberto Nobili, sta gia’ indagando sui murales con scritto ‘Fontana assassino’ rivendicati dai Carc, ossia i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. Gli autori di quelle scritte, di cui si sono attribuiti la responsabilita’ anche in una conferenza stampa Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini, due rappresentanti dei Carc, sono gia’ stati identificati dagli investigatori nel fascicolo aperto per minacce e diffamazione ai danni del presidente lombardo, finito sotto scorta da una decina di giorni. Dei messaggi minatori dei Carc si parla anche nella “produzione documentale” depositata stamani dal legale di Fontana, che in questi ultimi giorni ha raccolto una lunga lista di decine e decine di minacce, piu’ o meno esplicite, contenute in post e fotografie pubblicate sui social da utenti o da profili fasulli, oltre che in missive anonime indirizzate pure alla famiglia del governatore. “Un’atmosfera – ha chiarito l’avvocato Pensa – creata da chi aveva interesse a fomentare un’ostilita’ feroce contro Fontana”. Un “clima di odio”, ha aggiunto, “che ha portato anche alle scritte sui muri con epiteti feroci”. Tra i messaggi riportati nel dossier ce ne sono alcuni del seguente tenore: “Devi morire, devi fare una brutta fine, devi morire come loro (con riferimento ai morti nelle rsa, ndr)”. Il presidente lombardo, ha spiegato Fontana, per il suo ruolo, soprattutto in questo periodo, “e’ consapevole di poter essere oggetto di critiche politiche e le accetta, ma quando gli si da’ dell’assassino le cose cambiano”. Il legale ha deciso, quindi, di depositare i documenti ai pm, che ora potranno analizzarli nell’ambito dell’inchiesta gia’ aperta sulle azioni dei Carc. Tra l’altro, come si legge su siti e social, i Carc e altre sigle dell’antagonismo si stanno mobilitando per scendere in piazza “in tutta Italia” tra due giorni con l’obiettivo, scrivono, di dare vita ad un “patto d’azione per un fronte anticapitalista” per far “pagare la crisi ai padroni”. Sulla pagina Facebook dei Carc, tra l’altro, si vede l’immagine disegnata di una statua che rappresenta Fontana e che viene fatta cadere con una fune legata attorno al collo.

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