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A Sky via il vecchio management, si punta alla ristrutturazione aziendale: a rischio altri posti di lavoro?

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C’è una comunicazione ufficiale interna alla pay tv Sky Italia, firmata dall’ad Maximo Ibarra (nella foto in evidenza), che saluta e ringrazia per il lavoro svolto Riccardo Pugnalin ovvero il vicepresidente  con delega alle relazioni istituzionali, commissario e ristrutturatore dell’area delle news dove qualche tempo fa ha decapitato la direttrice per piazzare un suo amico di sempre, il bravo Giuseppe de Bellis. La notizia è stata resa nota da Primaonline.

Giuseppe De Bellis. Da tempo è il direttore delle news di Sky e riportava direttamente al dimissionario Riccardo Pugnalin

Assieme, il duo De Bellis e Pugnalin, hanno sottoposto ad una drastica cura dimagrante le news con massicce incentivazioni di uscite di tecnici e giornalisti dal telegiornale. Oramai i giornalisti che scappano dal telegiornale delle meraviglie che creò Emilio Carelli nel 2003 oggi ha un altro volto, altra missione, news pre-confezionate e tanti servizi che assomigliano a televendite. Nei prossimi giorni è attesa la riorganizzazione dell’area che faceva capo al manager dimissionario.

Francesca Manili Pessina. Al momento è il capo della Direzione Risorse Umane ed ha gestito il trasferimento a Milano del telegiornale

La prossima vice presidente che dovrebbe saltare, da quel che si apprende in ambienti aziendali, sarà la signora Francesca Manili Pessima, legatissima al gruppo dirigenziale che i nuovi proprietari di Sky ora stanno sostituendo per mettere persone di loro fiducia. Normali avvicendamenti, che arrivano persino in ritardo da quando Murdoch ha perso il controllo di Sky. La signora Pessima si è occupata direttamente in questi ultimi due anni, prima della inutile deportazione a Milano di migliaia di lavoratori, quindi della distruzione di grande parte delle  Risorse Umane arrivate e formatesi a Sky. Quando sarà completa la girandola di dimissioni e nuove nomine, Sky targata Comcast dichiarerà ufficialmente la nuova missione aziendale: meno o niente calcio, meno sport, meno  produzioni, vendita di servizi Internet e altro ancora. Questo significherà anche dichiarare con quale organico sarà portata avanti la nuova mission aziendale. Tradotto: si parla di tagli lineari di personale in alcuni settori che non saranno più strategici in Italia.

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Corona Virus

Coronavirus, Zangrillo: il virus sta mordendo ma no al terrorismo, dobbiamo convivere

amministratore

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“A maggio il virus era in ritirata, oggi è tornato a mordere, probabilmente anche per comportamenti negligenti. Ma solo di pochi”, “siamo in tempo per un’azione tempestiva. Non è una catastrofe. Dobbiamo mantenere lucidità d’azione”. Così il professor Alberto Zangrillo del San Raffaele di Milano intervistato dal Corriere della Sera. “Io, però”, specifica Zangrillo, “sono contrario al metodo della paura: ossia a spaventare i cittadini affinché reagiscano come voglio io”, “lo ripeto: con il virus dobbiamo imparare a convivere”.

“Oggi siamo in una fase decisiva. Ci vuole senso civico da parte di tutti. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità. Altrimenti il problema diventa di proporzioni importanti”, aggiunge Zangrillo specificando che le terapie intensive sono “ancora sotto controllo perché la risposta alle terapie è migliore rispetto allo scorso marzo e aprile. L’esito è più favorevole”. E sul coprifuoco in Lombardia commenta, “Il mio senso civico mi obbliga a obbedire, ma certe terminologie evocano scenari che non vorrei lasciare in eredità ai miei figli”.

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Esteri

Brexit, tutto pronto per il divorzio senza accordo: ora c’è anche la campagna pubblicitaria del Governo Johnson

Sal Sparace

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La classe dirigente del Regno Unito prende una direzione precisa: Brexit senza accordo. A rendere evidente questa decisione è stato il fatto che il Governo ha lanciato il giorno 19 ottobre la campagna pubblicitaria in intitolata “il tempo stringe”. L’HMRC (Her Majesty’s Revenue Service) – ufficio delle tasse – ha scritto a 200.000 aziende per definire le nuove norme doganali e fiscali che entreranno in vigore dal 1 Gennaio 2021. Il primo ministro Boris Johnson e Michael Gove, ministro del governo incaricato della pianificazione ‘Brexit senza accordo’,  terranno colloqui con i leader aziendali per affrontare il futuro dei rapporti commerciali con l’Unione europea.

La mossa segue lo stop dei negoziati tra Lord Frost (capo negoziatore per il Regno Unito) e Michel Barnier (capo della Task Force per le relazioni UE/ Regno Unito) la scorsa settimana. Lord Frost ha comunicato alla controparte europea che è necesssario un aggiornamento di non preoccuparsi di tornare nel Regno Unito questa settimana per discutere ulteriormente.

Intervistato domenica 10 ottobre da Sophy Ridge di Sky News, Michael Gove ha suggerito che ora c’era meno del 50% di possibilità che il Regno Unito concludesse un accordo commerciale post-Brexit. 

Michael Gove. Negoziatore inglese con l’Ue

Annunciando così la campagna pubblicitaria, Gove ha affermato: “Alla fine di quest’anno lasceremo il mercato unico dell’UE e l’unione doganale e questo significa che ci sono nuove sfide e nuove opportunità per le imprese. Il sito governativo ( The UK transition – GOV.UK) è già pronto per aiutare le imprese a evitare difficoltà nel corso della transizione commerciale.

Ecco quello che si può sapere e capire consultando il sito del Governo.

  • Se vendi merci nell’UE, devi prepararti a nuove procedure doganali.
  • Se viaggi nell’UE per motivi di lavoro, dovrai verificare se hai bisogno di un visto o permesso di lavoro e fare domanda se necessario.
  • Se assumi cittadini stranieri, dovrai preparare la tua attività per l’attuazione del nuovo sistema di immigrazione.  Dal 1 ° gennaio 2021, se desideri assumere qualcuno al di fuori del Regno Unito, inclusa l’UE, devi essere uno sponsor autorizzato del Ministero degli interni.
  • Se fornisci servizi nell’UE, devi assicurarti che le tue qualifiche siano ora riconosciute dalle normative dell’UE per poter esercitare o servire i clienti.

Per i ministri britannici è chiara la speranza che dopo questa transizione ci saranno rapporti commerciali migliori a livello globale. Ormai mancano una settantina di giorni. Tocca aspettare per capire come finirà!

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Cronache

Davigo è fuori dal Csm, ma il plenum si divide

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Nel 2018 era stato eletto al Csm con un record di preferenze. Ora quello stesso Consiglio superiore della magistratura ha messo alla porta Piercamillo Davigo, il dottor “Sottile” degli anni gloriosi del pool Mani Pulite, sancendo con una decisione che ha diviso il plenum, la sua decadenza da consigliere. Non puo’ piu’ ricoprire questa carica, che lo ha visto anche giudice disciplinare nel recente processo che ha condannato Luca Palamara alla radiazione della magistratura, perche’ domani compie 70 anni, l’eta’ massima perche’ un giudice possa restare in servizio. E , secondo la maggioranza che ha votato per la sua cessazione, non e’ possibile a un magistrato pensionato restare al Csm.

La questione era molto dibattuta e per nulla pacifica, visto che le norme mentre richiedono espressamente che per essere eletti al Csm si debba essere magistrati in servizio, non prevedono tra le cause di decadenza dalla carica il pensionamento. Tant’e’ che la stessa Commissione Verifica Titoli prima di proporre al plenum la decadenza di Davigo e la sua sostituzione con il primo dei non eletti al voto del 2018 (il sostituto pg della Cassazione Carmelo Celentano, in lista con Unicost, il cui insediamento avverra’ mercoledi’) aveva chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato. Parere che aveva concluso nel senso indicato oggi dal plenum, ma che nel dibattito che ha preceduto il voto era stato messo in discussione da diversi consiglieri: non solo quelli di Autonomia e Indipendenza, la corrente fondata da Davigo, ma anche da diversi togati di Area e dal laico del M5s Fulvio Gigliotti. Nelle previsioni della vigilia il confronto tra gli opposti schieramenti si sarebbe dovuto consumare sul filo di lana. Non e’ andata in questo modo e determinante e’ risultato il peso dei componenti del Comitato di presidenza del Csm ( i vertici della Cassazione e il vice presidente David Ermini) che si sono schierati in maniera convinta , seppur sofferta, per la decadenza di Davigo e hanno scompaginato le carte, inducendo al ripensamento i consiglieri dubbiosi ma anche quelli apertamente critici sulla proposta della Commissione.

Cosi’ alla fine la delibera e’ passata con 13 voti a favore: ai si’ iniziali dei togati di Unicost e Magistratura Indipendente, si sono uniti quelli dei laici Filippo Donati (M5S), Emanuele Basile (Lega), Alessio Lanzi e Michele Cerabona (Forza Italia) e dell’indipendente Nino Di Matteo.E si e’ ingrossata la pattuglia degli astenuti , che ha visto al fianco di Alberto Bendetti (M5s) e di Stefano Cavanna (Lega) anche la maggioranza dei consiglieri di Area ( Giuseppe Cascini, Giovanni Zaccaro e Mario Suriano) per evitare “una palese spaccatura del plenum”. Contro si sono espressi invece tutti i togati di Autonomia e Indipendenza, le togate di Area Alessandra Dal Moro e Elisabetta Chinaglia e il laico Fulvio Gigliotti (M5S). E’ una decisione ” dolorosa e amara ma inevitabile”, aveva detto proma del voto Ermini , spiegando che e’ “la Costituzione che ci costringe a rinunciare a Davigo”, perche’ prevede che lo status di magistrato in servizio, necessario per l’elezione , vada “mantenuto in seguito per l’equilibrio necessario tra togati e laici”. Diversamente si “violerebbe l’equilibrio tra poteri”.

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