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A Ischia Safari Cristiano Piccirillo: pizze fritte e centomila followers. Il giovane pizzaiolo della Masardona è anche un influencer

Daniela Sasso

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Ad Ischia Safari 2019 il suo stand è un successo: Cristiano Piccirillo, giovane pizzaiolo partenopeo, attrae centinaia di curiosi pronti ad assaggiare la pizza de “La Masardona”, una vera e propria istituzione napoletana quando si parla di pizza fritta.
Qualcuno lo riconosce e, a fine serata, gli chiede un selfie da postare sui social.
28 anni, una laurea in Lingue e Letterature Moderne e l’eredità di portare avanti una delle pizze fritte più famose di Napoli, premiata più e più volte. Per 50 Top Pizza, Cristiano è il Miglior Giovane Pizzaiolo del 2018, “simbolo della nuova generazione di pizzaioli napoletani, capace di trasmettere quello che realizza sul banco, con giusto equilibrio e grande competenza”, si legge sul sito web della guida online.
Con i suoi quasi 100mila follower Cristiano è una star di Instagram, e tra amore e viaggi, sono tanti gli scatti e le “stories” in cui sono protagonisti lavoro, cibo e pizze.
Quando gli si chiede come gestisca questo duplice ruolo e cosa voglia portare sul web, risponde che “è una grande responsabilità cercare di trasmettere un messaggio che sia sempre pulito, e far capire che comunque è un lavoro pieno di sacrifici, che richiede tanta dedizione”.
“Bisogna sempre stare attenti a come comunichi – continua il giovane pizzaiolo – soprattutto se poi sei tanto seguito e molte persone cercano di emulare quello che fai, quindi è una grande responsabilità che ti tiene tanto vivo e ti invoglia a fare sempre meglio”.
Un ruolo importante il suo, quello di mantenere la tradizione, lui che rappresenta la quarta generazione dell’attività che la sua bisnonna avviò nel 1945. “Quello è l’impegno più grande che abbiamo preso, quindi ci diamo da fare”, dice Piccirillo sorridente. “È indubbiamente un lavoro che va fatto avendo una grande passione alla base di tutto, ed è quella che ti dà una spinta in più. Non deve per forza andare di pari passo con il successo, ti deve soltanto rendere fiero di te stesso e tranquillo, poi tutto il resto è una cornice, un contorno che può fare solo piacere”.

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Il miglior panettone al mondo arriva da Ischia e l’ha realizzato Alessandro Slama, vincitore del Panettone World Championship

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Alessandro Slama ha vinto il Panettone World Championship, il campionato del mondo del panettone. La proclamazione oggi, alla Fiera di Rho, Milano. Alla manifestazione HostMilano, la rassegna internazionale dell’Hospitality in corso alla Fiera di Milano fino al 22 ottobre c’era anche la gara per il migliore panettone al mondo. Vi han partecipato i migliori pasticcieri italiani. La giuria tecnica designata dal gruppo Maestri del Lievito Madre, è stata presieduta da Maurizio Bonanomi (Pasticceria Il Merlo, Milano), ed era composta dai Maestri: Marco Avidano (Pasticeria Avidano, Chieri – Torino), Maurizio Bonanomi (Pasticceria Merlo, Pioltello – Milano), Mario Bacilieri (Pasticceria Bacilieri, Marchirolo, Varese), Emanuele Lenti (Pregiata Forneria Lenti, Grottaglie, Taranto), Grazia Mazzali (Pasticceria Mazzali, Governolo – Mantova), Anna Sartori (Pasticceria Sartori, Erba – Como), Carmen Vecchione (Dolciarte, Avellino). Sono loro che hanno assegnato a Slama questo prestigioso riconoscimento.

Panettone Slama. Ecco il dolce di Natale che ha vinto il Panettone World Championship a Milano

Lui è Alessandro Slama, ischitano a metà. È nato a Ischia ma ho vissuto molto tempo in Tunisia. Suo padre è originario della Tunisia. Da sempre porta avanti un progetto di famiglia: la panificazione. Lui ama il suo lavoro di panificatore e pasticciere.  Sono alla terza generazione di una famiglia storica di Ischia. Alessandro Slama nasce come panificatore, Poi ha perfezionato il suo percorso professionale fatto vari corsi professionali con maestri importanti nel settore della panificazione della pasticceria. da Giorilli a Rivola. Ha affinato notevolmente la sua professionalità. Ha affinato i metodi di lievitazione, tanto che oggi è tra i professionisti più in vista e ricercati sul mercato. Ha vinto anche tanti concorsi. Il più importante è stato la Coppa del Mondo dove ho vinto nella selezione nazionale. L’uso del lievito naturale gli ha cambiato la vita professionale. Da sempre è costantemente alla ricerca di prodotti innovativi e salutari. Non ha mai voluto lasciate l’isola d’Ischia per impiantare la sua attività altrove. “Amo così tanto Ischia che non la lascerei per nulla al mondo, anche se è difficile portare avanti una azienda sull’isola” spiega Lama. Sul suo profilo Facebook, Alessandro Slama, ha poi ringraziato tutti quelli che hanno creduto in lui e la sua isola, con un post di amore per Ischia.  “La felicità – ha scritto Slama – non è solo vincere perché ho fatto il miglior panettone al mondo. La felicità è averlo fatto a Ischia! Perché Ischia è un luogo incantevole che ti fa apprezzare tutte le cose belle e buone della vita. Ringrazio tutti gli amici, tutti gli Ischitani, tutte le persone che credono in me e nel lavoro che faccio. Ringrazio anche tutti i giornalisti che nel bene o nel male raccontano sempre la nostra bella Ischia e la nostra tradizione enogastronomica fatta di grandi prodotti ma anche di grandi cuochi, chef, panificatori e pasticcieri. Grazie ISCHIA!”.

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È nata Nunziatella, contenitore di design per la mozzarella di bufala campana: il bello e il buono insieme sulla tavola

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Si chiama “Nunziatella” ed è l’originale contenitore firmato da Alessi con il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP:  un progetto che unisce il design ad un’eccellenza simbolo del Made in Italy agroalimentare.

Cultura e tradizione si incontrano in un oggetto per conservare e servire la Mozzarella di Bufala Campana. Un oggetto che racconta il bello e il buono d’Italia promuovendo la storia di un prodotto millenario, esportato in tutto il mondo, attraverso un’interpretazione in chiave contemporanea.

“Con questa creazione abbiamo voluto colmare una lacuna, offrendo ai consumatori un utensile in cui tenere ben coccolata la mozzarella di bufala campana – sottolinea Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP – Oggi ognuno la conserva come meglio crede, utilizzando ciotole, vaschette o anche la semplice busta. D’ora in poi cambia tutto e sarà possibile servire in tavola la bufala Dop come merita, alla temperatura giusta e in un contenitore di un’eleganza pari alla bontà del nostro prodotto”.

“Nunziatella”, nom de plume della maestosa bufala mediterranea italiana assunta come virtuale testimonial del progetto, si inserisce nella lunga riflessione che Alessi compie da tempo sui temi della cultura materiale. “Siamo convinti – dichiara Alberto Alessi, presidente di Alessi – che il processo di evoluzione dell’umanità passi anche attraverso l’attenzione verso gli utensili della vita quotidiana: non solo una attenzione per gli aspetti funzionali ma anche la consapevolezza delle componenti di natura rituale e simbolica che tutti gli oggetti casalinghi ben pensati e ben fatti portano in sé”.

Il progetto è stato affidato a Emma Silvestris, designer di origini campane che per questa narrazione si è ispirata alla goccia, simbolo di fecondità e abbondanza. “Declinata in vari modi – afferma l’autrice – la goccia rievoca le corna delle miti bufale dagli occhi dolci, e poi ancora il candore delle gocce del latte da cui si origina la mozzarella, del latticello che sgorga copioso all’assaggio, del liquido di governo che ne garantisce la fragranza e infine ricorda le forme morbide della mozzarella.”

Il contenitore è studiato per accogliere una mozzarella nella misura classica da 500 grammi, o pezzature di peso inferiore, con il rispettivo liquido di governo che per una corretta conservazione deve necessariamente essere pari al volume dell’alimento contenuto. La qualità del design non è mai casuale e si coglie anche nei dettagli: “Nunziatella” è completata da un mestolo in acciaio per raccogliere, scolare e servire la mozzarella. Il manico del mestolo è sagomato a “S” per poter essere appoggiato sul bordo del contenitore quando non è in uso.

La collaborazione del Consorzio di Tutela con Alessi porterà l’italianità sulle tavole di tutto il mondo: il progetto “Nunziatella” di Emma Silvestris entrerà a far parte del catalogo Alessi nel 2020.

 

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Espresso 2020, pioggia di “cappelli” sugli chef. Premiata Ischia con Nino Di Costanzo, Pasquale Palamaro e non solo

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Ph. Mario Laporta/Kontrolab

Ingredienti eccellenti, grande versatilità degli chef, piatti interessanti hanno portato la cucina della Campania sempre più su. Anche quest’anno la Guida de l’Espresso 2020, appena presentata ha confermato questo trend. Non solo: anche i premi speciali hanno baciato questa zona d’Italia dove la ristorazione, la cura del vino stanno dando grande soddisfazione ad un comparto che fa da volano anche al turismo, pur se dispiace registrare che il massimo dei voti, i 5 ‘cappelli’ sono stati attribuiti soltanto a ristoranti del Nord e del Centro Italia. Fra i Cappelli d’Oro, ovvero i ristoranti che hanno fatto la storia della ristorazione moderna non poteva non esserci il Don Alfonso 1890 di Alfonso e Livia Iaccarino con i loro figli.

Ph. Mario Laporta/Kontrolab

Ph. Mario Laporta/Kontrolab

 

In questo panorama una nota la merita l’isola di Ischia dove 10 ristoranti sono entrati nella speciale classifica, per un totale di 14 cappelli grazie anche ai locali più celebrati, vere eccellenze del posto: DaNi Maison di Nino di Costanzo, chef con due stelle Michelin, pluripremiato, che ha ottenuto 4 cappelli  e lo speciale premio By Tourist per la migliore Cucina di pesce, e Indaco dell’albergo della Regina Isabella con lo chef  Pasquale Palamaro, una stella Michelin, che ha ottenuto 2 cappelli. Premi speciali per Taverna Estia di Brusciano (Kettmeier per la Migliore Cantina dell’anno), Vinarium di Napoli (Vite colte), Pizzeria 3 voglie (Pietra Molino  Quaglia per il miglio giovane pizzaiolo dell’anno), Quattro Passi di Nerano, a Tonino Mellino (In Cibum alla carriera).

Ph. Mario Laporta/Kontrolab

 

 

Campania

Cappello d’oro: Don Alfonso 1890

4 cappelli:

Danì Maison

Krèsios

Taverna Estia

3 cappelli: 

Grand Hotel Excelsior Vittoria

Terrazza Bosquet

Il faro di Capo d’Orso

Piazzetta Milù

Quattro Passi

Taverna del Capitano

Torre del Saracino

2 cappelli:

L’Albergo della Regina Isabella – Indaco

Casa del Nonno13

HotelCalaMoresca – Caracol

HotelCapriPalace-L’Olivo

Hotel Quisisana

Mammà

Hotel Monastero Santa Rosa – Il Refettorio

Hotel Villa Cimbrone

Josè Restaurant – Tenuta Villa Guerra

La caravella

Oasis Sapori Antichi

Osteria Arbustico

1 cappello:

Giardino Eden

Hotel Il Monastero

La Cucina del Monastero

Hotel Miramare e Castello

La Lampara

Hotel Terme Manzi – Il mosaico

Zì Nannina a Mare

Umberto a Mare

Hotel Aquapetra Resort – La locanda del borgo

Canonico

Caruso

Il Buco

L’antica Trattoria

La Lanterna

Relais Blu

Grand Hotel Angiolieri – L’Accanto

La Tradizione

Villa Chiara Orto & Cucina

La Locanda del Testardo

Da Tonino

Hotel Punta Tragara – Le Monzù

Hotel Palazzo Avino – Rossellinis

Sensi

Brezza Marina

Hotel Savoy Beach – Tre Olivi

Le Trabe – Tenuta Capodifiume

Al Convento

Casa Rispoli

Cieddì

Don Geppi

Habituè

Roji

Taverna Vesuviana

Hotel Il San Pietro – Zass

Hotel Le Agavi – La Serra

Hotel Le Sirenuse – La Sponda

Hotel Lloyd’s Baia – Re Mauriì

Hotel Parker’s – George Restaurant

Hotel Romeo – Il Comandante

Palazzo Petrucci

Terrazza Calabritto

Veritas

Il foto dei Baroni

Il Vecchio Mulino 1834

Locanda Radici

Locanda Severino

Maeba

Megaron

President

Sud

Tenuta Nannina

Triglia

Vairo del Volturno

 

PREMI SPECIALI:

KETTMEIR

per la Cantina dell’Anno

Taverna Estia di Brusciano (NA)

 

VITE COLTE

per le Enotavole dell’Anno

Vinarium di Napoli

 

BY TOURIST

per la Cucina di Pesce dell’Anno

Danì Maison di Ischia (NA)

 

IN CIBUM

alla Carriera

Tonino Mellino

Quattro Passi di Nerano (NA)

 

PETRA-MOLINO QUAGLIA

per il Giovane Pizzaiolo dell’Anno

Valentino Tafuri

Pizzeria 3 Voglie

di Battipaglia (SA)

 

 

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