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A Cagliari il Napoli senza Milik, Lozano e Koulibaly. A casa anche Allan: “Non si allena come piace a me”, dice Gattuso

Marina Delfi

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L’infermeria ritorna ad affollarsi e non mancano neppure gli spunti polemici: il Napoli è andato a Cagliari senza Allan, Koulibaly, Lozano e Milik. Il brasiliano resta a casa per scelta di Gattuso: “Non si è allenato come piace a me, ha fatto delle grandi camminate e non mi sta bene così sta a casa, ha detto l’allenatore”. Che Allan non avesse gradito di trovarsi in panchina si era capito già visto che lui che era considerato un titolarissimo. Per cercare di stemperare qualche tensione di troppo gli era stato pure concesso di andare una settimana in Brasile dove sua moglie ha appena partorito il secondo figlio…

Quanto agli altri: Milik ha un’infiammazione al ginocchio, Lozano una contrattura e Koulibaly non si sente al 100 per cento.

Dunque quale sarà la formazione che giocherà a Cagliari? In difesa dovrebbe tornare Manolas in coppia con Maksimovic, in attacco forse ci saranno i tre piccoletti cioè Insigne, Mertens e Callejon ma Gattuso ricorda che c’è un fior fiore di professionista che si allena e sta giocando poco, cioè Llorente. Quanto al belga l’allenatore del Napoli profonde una serie di elogi: “Ci è mancato, dice, ha la capacità di far sembrare facili anche le palle difficili. Per me può fare tutto, non è solo un nove: può giocare esterno, centravanti, ha una furbizia incredibile e una grandissima tecnica”.

Ma perché questo Napoli perde con le ultime della classe, come il Lecce, e poi va a vincere a San Siro con l’Inter? Per Gattuso è un vero rebus: “Non ci dormo la notte, confessa, mi sveglio e ho gli incubi: è difficile dare una spiegazione a questo Napoli bipolare. Non bisogna pensare di essere più forti di Lecce, Cagliari… Ogni partita ha la sua storia, dobbiamo farci trovare pronti. E fare 40 punti per muovere la classifica”.

 

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Cronache

Coronavirus, il piano socio-economico di De Luca per la Campania: 604 milioni di euro a pioggia per tutti

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“Abbiamo fatto un lavoro enorme, anche dal punto di vista finanziario: pensate che il Governo ha dato 400 milioni di euro per tutti i Comuni italiani, la sola Regione Campania investe 604 milioni”. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, presenta così  il piano socio-economico messo in campo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. “Sono fondi del bilancio regionale – precisa – fondi sviluppo e coesione, fondi europei non ancora impegnati, fondi che riguardano il Patto per la Campania, cioe’ fondi nostri. Abbiamo fatto una riprogrammazione di tutto, gli interventi previsti sulle infrastrutture li abbiamo spostati sugli aiuti alle famiglie, alle persone, alle imprese e ai professionisti. Abbiamo di fronte un’emergenza che ci obbliga a dare in primo luogo respiro alle persone e alle imprese”. Questo “sforzo enorme”, avverte De Luca, “non servira’ a niente se non usciremo dall’epidemia”. Ribadisce quindi l’appello a essere responsabili, perche’ “i due fine settimana che abbiamo davanti sono decisivi per avviarci al superamento della crisi. Se in queste due settimane ci rilassiamo o adottiamo comportamenti di massa irresponsabili – chiarisce – torniamo daccapo”.

Il presidente della Campaniachiede quindi ai cittadini “10-15 giorni di sacrificio”, poi “da dopo Pasqua, o da fine aprile, possiamo cominciare realisticamente a pensare a una seconda fase nella vita del nostro Paese”. Al di la’ dei singoli interventi, spiega De Luca, “abbiamo cercato di sburocratizzare al massimo le procedure”, per “far arrivare subito le risorse ai soggetti beneficiari”, evitando “misure ripetitive rispetto a quelle nazionali o dei Comuni”. Sul fronte delle politiche sociali il piano prevede un investimento di 272 milioni. Ci sara’ un bonus di 600 euro per persone con disabilita’ non gravissime o famiglie con figli autistici, per uno stanziamento complessivo di 30 milioni. Ai Piani sociali di zona saranno trasferiti 39 milioni per le persone con gravi disabilita’, alla rete complessiva dei servizi sociali territoriali vanno 57 milioni. Per due mesi, inoltre, si porteranno a 1.000 euro tutte le pensioni che sono sotto questa soglia.

“E’ una misura che vogliamo presentare anche al Governo – riflette De Luca – perche’ un Paese che consente che ci siano pensioni anche di 490 euro non e’ civile”. Ci saranno anche contributi ai Comuni piu’ interessati dalla presenza di migranti per migliorare l’alloggio (1,4 mln), garantire servizi di trasporto (350 mila euro) e assistenza sanitaria (1 mln). Tra le misure di sostegno alle aziende c’e’ un contributo una tantum di 2.000 euro, da aggiungere ai fondi nazionali, alle microimprese artigiane, commerciali o industriali con meno di 10 dipendenti e fino a 2 milioni di fatturato, oltre a un credito a tasso zero per investimenti fino a 20mila euro. Ai professionisti e autonomi con fatturato sotto i 35mila euro, che hanno registrato una riduzione dell’attivita’ lavorativa, sono destinati 80 milioni, attraverso un contributo di 1.000 euro una tantum, in aggiunta ai 600 euro del Governo. Previsto anche un bonus da 1.500 a 2.000 euro per le aziende agricole, del settore pesca, dell’ortofrutta e della zootecnia, con provvedimenti specifici per sostenere la filiera bufalina (20 mln) e il settore florovivaistico (10 mln). Ci sono 30 milioni per il comparto turistico, a sostegno dei lavoratori stagionali, circa 25 mila persone, che riceveranno 300 euro per quattro mensilita’, anche in questo caso in aggiunta agli interventi nazionali. La Regione destina infine 45 milioni per le politiche abitative, con contributi sull’affitto e per i mutui sulla prima casa, oltre a sostegno al fitto dei locali commerciali.

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Esteri

Keir Starmer vince le elezioni della leadership laburista con un risultato strepitoso

Sal Sparace

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Keir Starmer vince le elezioni e diventa il nuovo leader laburista. Ha trionfato su Rebecca Long-Bailey e Lisa Nandy. Sir Starmer rivelerà il suo team tra pochi. Angela Rayner è stata nominata su vice.

Il risultato è arrivato nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 aprile dopo il crash del sito Web del partito. Sir Keir Stramer ha vinto al primo turno di votazioni ma, nonostante sia il nuovo leader che rimpiazzerà Jeremy Corbyn, la sua vice è passata solo al terzo turno. I candidati hanno dovuto ottenere oltre il 50% per vincere.

 

Keir Starmer ha basato la campagna elettorale nel partito affermando di aver “trascorso la mia vita a combattere l’ingiustizia e ad affrontare i potenti.’’ Vediamo quindi se riuscirà a capovolgere la situazione politica britannica ed a ridare al Regno Unito un volto più umano, diverso da quello di oggi, come lo ricordiamo noi vecchi residenti. Boris Johnson potrebbe essere in declino visto che ormai la sua leadership incomincia a scricchiolare. La sua auto reclusione a Downing Street perché malato di covid 19 è stato un brutto colpo anche per lui. Speriamo ne esca presto, sia lui che altri membri del Governo britannico contagiati e dunque ammalati come lui.

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Cronache

Costruire carceri come costruiscono ospedali, ecco la semplice ricetta del Sindacato di Polizia penitenziaria

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo commento del segretario nazionale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo, sull’attuale momento che vive il mondo delle carceri il segretario nazionale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo* 

Il momento di enorme difficoltà che vive il sistema carcerario Italiano potrebbe costituire un momento importante di rilancio soprattutto dell’edilizia penitenziaria, ferma da anni. Si consideri che il 40% delle carceri è stato costruito nel 1800. Affidare alla protezione civile la costruzione di carceri, visto il momento, fuori da quelle regole di appalti e successivi ricorsi che rendono i tempi di costruzione infiniti. Potrebbe costituire un momento di rilancio per il sistema ridando dignità a chi sconta la pena e consentendo agli operatori penitenziari di lavorare con la dovuta dignità. Ad oggi abbiamo 27 milioni di euro da parte dal 2015 per la costruzione di un nuovo carcere a Catania, bloccato da ricorsi, immediatamente disponibili, sicuramente pochi ma un punto di partenza. La costruzione di carceri oggi avrebbe due vantaggi: la rapidità di costruzione e l’economicità.

Le carceri verrebbero costruite quasi a costo zero se si considera le multe che paghiamo all’Europa ogni anno per il mancato rispetto delle regole di carcerazione e che continueremo a pagare se le cose non cambiamo.

Forse troppo banale da sottoporre alla politica che è abituata a creare problemi e non a risolverli, troppo banale perché in un colpo solo si darebbe dignità a carcerati e poliziotti. E senso alla rieducazione. Il fronte, poi, della sicurezza del personale penitenziario continua a rappresentare una priorità da perseguire con ogni strumento utile. Purtroppo sappiamo bene tutti che le mascherine unico presidio di sicurezza messo a disposizione della polizia penitenziaria nella maggior parte delle volte non è a norma ed è distribuita in quantità non sufficienti. Considerato che appare evidente a tutti che l’emergenza coronavirus durerà ancora molto proponiamo all’Amministrazione Penitenziaria l’impiego del casco trasparente protettivo, in termine tecnico “calotta di protezione”, che già è in uso agli operatori sanitari e alle forze dell’ordine che vigilano sulle strade. Questa maschera protettiva contro la trasmissione batterica aerea può coprire tutto il viso per fermare efficacemente polvere, polline, schizzi di liquidi organici, perfino le goccioline contenenti il virus ed aiuta a proteggersi dalla malattia presente nell’aria. Oltre al vantaggio di una più efficace protezione c’è quello economico perché il costo è basso e il suo impiego – a differenza delle mascherine – è duraturo. Forse troppo banale da poterci credere realmente. Ah, questa maschera costa pochi centesimi di euro. È una spesa sostenibile. E noi ne compreremo una grande quantità da distribuire alla polizia penitenziaria. Fatti salvi tutti gli adempimento burocratici. Non sia mai.

*Aldo Di Giacomo è il segretario nazionale del Sindacato di Polizia Penitenziaria 

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